Epidemiologia della poliomielite
La poliomielite
paralitica è scomparsa da vaste aree del mondo, tra cui l'intero continente
americano e la regione caraibica, certificati liberi da polio nel 1994,
e la Regione del Pacifico Occidentale, in cui non si registrano più casi
dalla fine del 1997. Serbatoi di infezione persistono in circa 50 Paesi,
per la massima parte situati in Africa e nel Sub-Continente Indiano.
Il miglioramento dei sistemi di sorveglianza, con attuazione di programmi di sorveglianza attiva della PFA (paralisi flaccida acuta), ha consentito di mettere in evidenza casi di polio che altrimenti sarebbero sfuggiti all'attenzione; da ciò deriva l'apparente arresto della tendenza alla diminuzione dell'incidenza della polio osservato negli ultimi tre anni.
In questo senso, l'aumento del numero dei casi di polio osservato tra il 1996 ed il 1998 nella Regione del Sud-Est Asiatico è da ascrivere ad una sorveglianza più efficiente, in quanto non sono state segnalate epidemie estese. Nella Regione Europea focolai di poliomielite permangono nelle regioni sud-orientali della Turchia, in cui sono stati registrati 6 dei 7 casi di polio del 1997 (l'altro caso è stato notificato dal Tagikistan) ed i 26 casi del 1998, verificatisi nelle regioni sud-orientali della Turchia, ai confini con Iran ed Iraq (Kurdistan turco). In seguito all'individuazione e segnalazione di questi casi di poliomielite, in 15 Province turche sono stati programmati e portati a termine, tra il 5 ed il 12 ottobre e tra il 9 ed il 15 novembre 1998, interventi di vaccinazione a "mopping up". Tali interventi sono stati coordinati con analoghe campagne straordinarie di vaccinazione nei Governatorati settentrionali di Siria ed Iraq, confinanti con la Turchia. Nonostante per tali zone manchino dati anagrafici precisi, è stato stimato che il 70-80% dei bambini destinatari degli interventi di vaccinazione abbiano ricevuto la loro prima dose di OPV nell'autunno del 1998. Le campagne straordinarie di vaccinazione, messe in atto nelle aree colpite, sembrano avere avuto ragione anche di queste residue sacche di trasmissione, in quanto dal 28 novembre scorso non sono più stati confermati casi di poliomielite da virus selvaggio nella Regione Europea.
Attività di sorveglianza per l'eradicazione della poliomielite Oltre alle attività straordinarie di vaccinazione, in molti Paesi sia endemici che non endemici per polio, sono stati messi in atto e/o migliorati sistemi di sorveglianza per le paralisi flaccide acute (PFA). Ai fini della sorveglianza, viene definita paralisi flaccida acuta una sindrome paralitica ad insorgenza acuta in soggetti di età inferiore a 15 anni. Rientrano nella definizione di caso di PFA i casi di Sindrome di Guillain Barré, di poliradicoloneurite, di mielite trasversa, le forme paralitiche di natura traumatica, tossica, da tumori e quelle dovute ad altre infezioni virali.
La sorveglianza della paralisi flaccida riveste un'importanza strategica ai fini della certificazione dell'eradicazione della poliomielite, poiché la segnalazione tempestiva, non limitata ai casi di sospetta poliomielite, ma estesa a tutti i casi di paralisi flaccida ad insorgenza acuta in soggetti in età infantile ed adolescenziale, rende possibile l'attuazione delle misure di sanità pubblica necessarie per circoscrivere un'eventuale manifestazione epidemica e l'esecuzione, da parte di laboratori specializzati, di indagini sierologiche e virologiche tali da confermare o escludere senza ombra di dubbio la responsabilità di poliovirus selvaggi. La sorveglianza della PFA consente in definitiva di rispondere alla domanda "come si può essere certi che in un paese che non segnala più casi di poliomielite, non ci siano ancora poliovirus selvaggi circolanti?".
Per quanto riguarda la Regione Europea, l'Ufficio Regionale Europeo ha comunicato che la sorveglianza della PFA è operativa in 39 Paesi della Regione, tra cui l'Italia, con progressivi miglioramenti degli indicatori di performance del sistema. Nel complesso, la sorveglianza della PFA nella Regione Europea ha consentito di mettere in evidenza, nel 1998, 383 casi di tali sindrome: nel 6% dei casi la diagnosi finale è stata di poliomielite da virus selvaggio, nel 48% di Sindrome di Guillain Barré-poliradicoloneurite, nel 3%, 2% ed 1% rispettivamente le diagnosi finali sono state di neuropatia traumatica, mielite trasversa, tumore. Nel 40% dei casi sono state diagnosticate altre patologie del sistema nervoso centrale (soprattutto encefaliti ed encefalomieliti di natura virale e batterica), malattie sistemiche o metaboliche, patologie a carico del sistema osteo-articolare o della muscolatura scheletrica. Analisi della situazione italiana Subito dopo l'introduzione del vaccino antipolio orale (OPV) nei primi mesi del 1964, la morbosità per poliomielite diminuì drammaticamente, con riduzione del numero dei casi di polio di circa il 70% rispetto all'anno precedente e continuazione della tendenza alla diminuzione fino agli ultimi focolai registrati alla fine degli anni 70. L'Italia è libera da polio dalla seconda metà degli anni '80. Gli ultimi casi indigeni di poliomielite da virus selvaggio risalgono al 1982. Nel 1984 e nel 1988 sono stati registrati due casi importati di poliomielite, in bambini provenienti da Iran ed India rispettivamente. Un altro caso importato era stato nel 1982, in un bambino proveniente dalla Libia.
Anche se non mancano fenomeni di ritardo nel completamento del ciclo primario della vaccinazione antipolio, la copertura vaccinale è nel complesso più che soddisfacente, essendo in media di oltre il 90% sul territorio nazionale.
Eccezioni sono rappresentate dalla Regione Campania e dalla Provincia Autonoma di Bolzano in cui una recente indagine campionaria dell'ISS ha confermato coperture per OPV3 dell'87,5% e dell'88% rispettivamente.
Come altri Paesi della Regione Europea, l'Italia ha avviato il processo per l'ottenimento della certificazione di eradicazione della poliomielite nella seconda metà del 1997. Come in altri Paesi industrializzati che hanno attivato sistemi di sorveglianza per la PFA, in Italia sono stati riscontrati tassi di tale sindrome inferiori a quelli ritenuti dall'OMS indice di una sorveglianza efficiente, vale a dire 1 caso ogni 100.000 soggetti di età inferiore a 15 anni. Ciò è dovuto in primo luogo alla riluttanza, da parte dei medici, di segnalare tali casi ricorrendo ad una diagnosi generica, quando il quadro clinico ed il complesso degli esami clinici e strumentali che possono essere eseguiti nei nostri ospedali indirizzano immediatamente verso diagnosi più precise. Sono stati fatti sforzi, di cui la Commissione Europea di certificazione e l'Ufficio Regionale Europeo sono stati resi edotti, per convincere i medici italiani, a partecipare alla sorveglianza della PFA in modo più collaborativo, anche con il supporto delle Società scientifiche maggiormente coinvolte (Igiene e Sanità Pubblica, Neurologia, Malattie Infettive, Pediatria).
In effetti, soltanto con la conduzione in modo attivo della sorveglianza della PFA, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e 20 centri di riferimento regionali, è stato possibile raccogliere, in modo capillare e non selettivo, dati sulla incidenza di forme paralitiche ad esordio acuto in soggetti di età inferiore a 15 anni, con un notevole miglioramento nel 1998 degli standard di sorveglianza rispetto agli anni precedenti. Nel 1998 sono stati segnalati 60 casi di paralisi flaccida in ragazzi di età inferiore a 15 anni, rispetto ai 55 casi segnalati nel 1997 ed agli 8 casi segnalati nel 1996, per un tasso di PFA pari a 0,72 casi per 100.000 soggetti di età inferiore a 15 anni. Nel complesso è migliorata anche la qualità della sorveglianza per quanto riguarda la raccolta dei campioni di feci ed il loro conferimento, in tempi brevi, a laboratori in grado di effettuare le indagini virologiche necessarie ad accertare l'eziologia della sindrome paralitica; proprio la tempestività della raccolta e delle relative indagini ha permesso di isolare, dalle feci di bambini che avevano ricevuto di recente la prima dose di OPV, i ceppi vaccinali retromutati responsabili della sintomatologia paralitica.
Rimane ancora insufficiente il flusso di dati relativo ai controlli a distanza di 60 giorni (follow-up) dei soggetti colpiti da manifestazioni paralitiche. Anche se in molti casi la diagnosi clinica posta all'esordio della sintomatologia è sufficientemente chiara, ai fini della classificazione finale del caso richiesta dall'OMS è necessario poter disporre anche delle informazioni circa la persistenza di paralisi residue ovvero la completa restitutio ad integrum del soggetto. Ciò è tanto più importante nell'ipotesi di sospetta polio associata a vaccino in quanto nei soggetti vaccinati di recente, o in loro contatti, è frequente il riscontro di ceppi di poliovirus vaccinali in campioni di feci, ma il dato virologico va analizzato nel contesto clinico della presenza/persistenza di paralisi. Al mese di aprile 1999 il follow-up era disponibile per 49 casi su 60, pari a circa l'80%. Tra i casi per cui era disponibile, il 67% è stato classificato come Sindrome di Guillain-Barré - poliradicoloneurite, il 14% come encefalomielite o encefalite, l'8,1 % come mielite trasversa; in due casi la diagnosi finale è stata di polio paralitica associata a vaccino antipolio orale; in 3 casi la sindrome paralitica era legata ad altre condizioni neurologiche. In definitiva, la Commissione Regionale di certificazione e l'Ufficio Regionale Europeo si aspettano che continui il sostegno alle attività di eradicazione della polio, sia per quanto riguarda le attività di vaccinazione di routine e gli interventi di profilassi vaccinale in soggetti appartenenti a gruppi a maggior rischio (quali nomadi, immigrati, rifugiati) sia per quanto riguarda le attività di sorveglianza epidemiologica e ambientale, in modo che sia possibile essere sicuri che dal territorio italiano è stata eliminata la malattia clinica e la circolazione di poliovirus selvaggi. L'attività di monitoraggio, oltre alle attività di profilassi immunitaria, non potranno considerarsi esaurite neanche dopo la certificazione dell'eradicazione della polio dalla Regione Europea, ma dovranno continuare fino a che non saranno accumulate prove tali dell'assenza di circolazione di poliovirus selvaggi da consentire l'interruzione prima, e l'abolizione poi della vaccinazione antipoliomielitica di routine, al pari di quanto già avvenuto per il vaiolo.
CENTRI REGIONALI DI RIFERIMENTO PER LA SORVEGLIANZA ATTIVA DELLA PARALISI FLACCIDA ACUTA
Situazione al 31/12/1997
Centri di riferimento con laboratorio per indagini virologiche
EMILIA-ROMAGNA - Repubblica di San Marino
ISTITUTO DI IGIENE - CENTRO DI VIROLOGIA- Università degli Studi - Via A. Gramsci, 14 - 43100 - Parma - Direttore : Prof. Ennio BELLELLI Tel. 0521-290373 Fax. 0521-291344 - e-mail: igiene@ipruniv.cce.unipr.it
LAZIO - Città del Vaticano Istituto di Igiene "G.Sanarelli" - Università "La Sapienza " - P.le Aldo Moro - 00100 - Roma - Direttore: Prof. Gaetano FARA; Responsabile per AFP: Dr.ssa Anna Maria PATTI Tel. 06-49914510/49914669 - Fax. 06-4454845 e-mail: fara@axrma.uniroma1.it e-mail: anna.patti@uniroma1.it
LIGURIA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi - Direttore: Prof. Pietro crovari Responsabile per AFP: Dr. Giacomo BALESTRA Via A. Pastore - 16132 - Genova - Tel. 010-3538133 / 3538505 / 3538520 Fax. 010-505618/ 353 8407 e-mail: crovari@igecuniv.cisi.unige.it
LOMBARDIA - ISTITUTO DI VIROLOGIA Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano Responsabile per AFP : Prof.ssa Maria BARBI Via C. Pascal, 38 - 20133 - Milano Tel. 02.2663946 Fax 02.26680713 e-mail: Maria.Barbi@unimi.it
PUGLIA - ISTITUTO DI IGIENE Università degli Studi- Policlinico Piazza G.Cesare, 4 - 70124 - Bari - Direttore: Prof. Salvatore BARBUTI; Responsabile per AFP: Dr.ssa Agata CALVARIO (Istituto di Igiene - Virologia) Tel. 080-5473329 080-5478473 080.5478405 Fax 080-5478472 e-mail: igiene@cimedoc.uniba.it
SICILIA - DIPARTIMENTO DI IGIENE E MICROBIOLOGIA Via del Vespro, 133 - 90127 - Palermo - Direttore: Prof. Alfredo CHIARINI Tel. 091-6553661 - (Cell. 0360-791464) Fax. 091-6553676 e-mail: diptigmi@mbox.unipa.it
Centri di riferimento senza laboratorio per indagini virologiche
ABRUZZO - Dipartimento Materno Infantile e Medicina di Comunità USL LANCIANO VASTO Responsabile per AFP: Dr.ssa Antonietta SALVI - Via L. Spaventa, 37 - Lanciano -Tel. 0872-706407 Tel. 0873-3081 Fax 0873-363631
BASILICATA - U.O. Malattie Infettive AZIENDA OSPEDALIERA - OSPEDALE S. CARLO - POTENZA Primario: Dr. Carlo DE STEFANO Tel. 0971-614274 Fax 0971-410584
CALABRIA - DIPARTIMENTO DI MEDICINA SPERIMENTALE E CLINICA ISTITUTO DI IGIENE Università di Reggio Calabria Direttore: Prof. Italo ANGELILLO Via Tommaso Campanella - 88100 - Catanzaro - Tel. 0961-775062 Fax 0961-712234 e-mail: angelillo@uniCZ.thebrain.net
CAMPANIA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi di Napoli Federico II Responsabile per AFP: Prof. ssa Maria TRIASSI Via Sergio Pansini, 5 -80131 - Napoli Tel. 081-746334652 Fax 081-7463352
FRIULI VENEZIA GIULIA - ISTITUTO DI IGIENE Università di Udine Direttore: Prof. Vinicio Gasparini via Cologna 42 /c/o Presidio Multizonale di Prevenzione ASS Udinese) Tel. 0432 547241 Fax. 0432 478349 e-mail: s.brusaferro@med.uniud.it
MARCHE - ISTITUTO DI IGIENE Università di Ancona Ospedale Torrette Responsabile per AFP: Dr. Marcello D'ENRICO Tel. 071-5964826 Fax. 071-2206032 e-mail: derrico@popcsi.unian.it
MOLISE - Dipartimento Scienze Animali Vegetali e dell'Ambiente Università degli Studi del Molise Direttore: Prof. Guido Maria GRASSO Via De Sanctis, Località Bezziere 86100 - Campobasso -Tel. 084-404523 Fax 084-98043
PIEMONTE/VAL D'AOSTA - Dipartimento di Igiene e Medicina di Comunità Università degli Studi di Torino Direttore: Prof.ssa Angela MOIRAGHI RUGGENINI Via Santena, 5 bis - 10216 - Torino - Tel. 011-6706559 Studio 011-6706564 Lab.Fax 011-6706551- e-mail: zotti@molinette.unito.it
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - USL CENTRO SUD BOLZANO Responsabile per AFP: Dr. Josef SIMEONI Dirigente Sanitario Incaricato Via A. Alagi, 33 - 39100- Bolzano - Tel. 0471-909211 Fax 0471-909235
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento Responsabile per AFP: Dr. Enrico NAVA Via Gilli, 2 - 38100 - Trento- Tel. 0461- 364632 Fax. 0461- 364697
SARDEGNA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi di Sassari Direttore: Prof. Alessandro MAIDA Via Padre Manzella, 4- 07100 - Sassari - Tel. 079-228465 - 228291/2 Fax 0729-228472 e-mail: igiene@ssmain.uniss.it
TOSCANA - DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA, EPIDEMIOLOGIA E CHIMICA ANALITICA AMBIENTALE - SEZIONE DI IGIENE Direttore: Prof. Nicola COMODO; responsabile per AFP: Dr.ssa AZZI - ISTITUTO DI MICROBIOLOGIA Viale G.B. Morgagni, 48 - 50134 - Firenze Tel. 055-4361482 Fax 055-4222541 e-mail: comodo@dsp.igiene.unifi.it
UMBRIA - DIPARTIMENTO DI IGIENE Università degli Studi di Perugia Direttore: Prof. ssa Anna IORIO - Via del Giochetto - 06100 - Perugia - Tel. 075. 5853313 Fax. 075.5853317 e-mail: dipgmed@unipg.it
VENETO - ISTITUTO DI IGIENE Facolta di Medicina e Chirurgia Università di Verona - Verona - Direttore: Prof. Gabriele ROMANO Tel. 045.505788 Fax. 045.505357 e-mail: romano@biometria.univr.it
Il miglioramento dei sistemi di sorveglianza, con attuazione di programmi di sorveglianza attiva della PFA (paralisi flaccida acuta), ha consentito di mettere in evidenza casi di polio che altrimenti sarebbero sfuggiti all'attenzione; da ciò deriva l'apparente arresto della tendenza alla diminuzione dell'incidenza della polio osservato negli ultimi tre anni.
In questo senso, l'aumento del numero dei casi di polio osservato tra il 1996 ed il 1998 nella Regione del Sud-Est Asiatico è da ascrivere ad una sorveglianza più efficiente, in quanto non sono state segnalate epidemie estese. Nella Regione Europea focolai di poliomielite permangono nelle regioni sud-orientali della Turchia, in cui sono stati registrati 6 dei 7 casi di polio del 1997 (l'altro caso è stato notificato dal Tagikistan) ed i 26 casi del 1998, verificatisi nelle regioni sud-orientali della Turchia, ai confini con Iran ed Iraq (Kurdistan turco). In seguito all'individuazione e segnalazione di questi casi di poliomielite, in 15 Province turche sono stati programmati e portati a termine, tra il 5 ed il 12 ottobre e tra il 9 ed il 15 novembre 1998, interventi di vaccinazione a "mopping up". Tali interventi sono stati coordinati con analoghe campagne straordinarie di vaccinazione nei Governatorati settentrionali di Siria ed Iraq, confinanti con la Turchia. Nonostante per tali zone manchino dati anagrafici precisi, è stato stimato che il 70-80% dei bambini destinatari degli interventi di vaccinazione abbiano ricevuto la loro prima dose di OPV nell'autunno del 1998. Le campagne straordinarie di vaccinazione, messe in atto nelle aree colpite, sembrano avere avuto ragione anche di queste residue sacche di trasmissione, in quanto dal 28 novembre scorso non sono più stati confermati casi di poliomielite da virus selvaggio nella Regione Europea.
Attività di sorveglianza per l'eradicazione della poliomielite Oltre alle attività straordinarie di vaccinazione, in molti Paesi sia endemici che non endemici per polio, sono stati messi in atto e/o migliorati sistemi di sorveglianza per le paralisi flaccide acute (PFA). Ai fini della sorveglianza, viene definita paralisi flaccida acuta una sindrome paralitica ad insorgenza acuta in soggetti di età inferiore a 15 anni. Rientrano nella definizione di caso di PFA i casi di Sindrome di Guillain Barré, di poliradicoloneurite, di mielite trasversa, le forme paralitiche di natura traumatica, tossica, da tumori e quelle dovute ad altre infezioni virali.
La sorveglianza della paralisi flaccida riveste un'importanza strategica ai fini della certificazione dell'eradicazione della poliomielite, poiché la segnalazione tempestiva, non limitata ai casi di sospetta poliomielite, ma estesa a tutti i casi di paralisi flaccida ad insorgenza acuta in soggetti in età infantile ed adolescenziale, rende possibile l'attuazione delle misure di sanità pubblica necessarie per circoscrivere un'eventuale manifestazione epidemica e l'esecuzione, da parte di laboratori specializzati, di indagini sierologiche e virologiche tali da confermare o escludere senza ombra di dubbio la responsabilità di poliovirus selvaggi. La sorveglianza della PFA consente in definitiva di rispondere alla domanda "come si può essere certi che in un paese che non segnala più casi di poliomielite, non ci siano ancora poliovirus selvaggi circolanti?".
Per quanto riguarda la Regione Europea, l'Ufficio Regionale Europeo ha comunicato che la sorveglianza della PFA è operativa in 39 Paesi della Regione, tra cui l'Italia, con progressivi miglioramenti degli indicatori di performance del sistema. Nel complesso, la sorveglianza della PFA nella Regione Europea ha consentito di mettere in evidenza, nel 1998, 383 casi di tali sindrome: nel 6% dei casi la diagnosi finale è stata di poliomielite da virus selvaggio, nel 48% di Sindrome di Guillain Barré-poliradicoloneurite, nel 3%, 2% ed 1% rispettivamente le diagnosi finali sono state di neuropatia traumatica, mielite trasversa, tumore. Nel 40% dei casi sono state diagnosticate altre patologie del sistema nervoso centrale (soprattutto encefaliti ed encefalomieliti di natura virale e batterica), malattie sistemiche o metaboliche, patologie a carico del sistema osteo-articolare o della muscolatura scheletrica. Analisi della situazione italiana Subito dopo l'introduzione del vaccino antipolio orale (OPV) nei primi mesi del 1964, la morbosità per poliomielite diminuì drammaticamente, con riduzione del numero dei casi di polio di circa il 70% rispetto all'anno precedente e continuazione della tendenza alla diminuzione fino agli ultimi focolai registrati alla fine degli anni 70. L'Italia è libera da polio dalla seconda metà degli anni '80. Gli ultimi casi indigeni di poliomielite da virus selvaggio risalgono al 1982. Nel 1984 e nel 1988 sono stati registrati due casi importati di poliomielite, in bambini provenienti da Iran ed India rispettivamente. Un altro caso importato era stato nel 1982, in un bambino proveniente dalla Libia.
Anche se non mancano fenomeni di ritardo nel completamento del ciclo primario della vaccinazione antipolio, la copertura vaccinale è nel complesso più che soddisfacente, essendo in media di oltre il 90% sul territorio nazionale.
Eccezioni sono rappresentate dalla Regione Campania e dalla Provincia Autonoma di Bolzano in cui una recente indagine campionaria dell'ISS ha confermato coperture per OPV3 dell'87,5% e dell'88% rispettivamente.
Come altri Paesi della Regione Europea, l'Italia ha avviato il processo per l'ottenimento della certificazione di eradicazione della poliomielite nella seconda metà del 1997. Come in altri Paesi industrializzati che hanno attivato sistemi di sorveglianza per la PFA, in Italia sono stati riscontrati tassi di tale sindrome inferiori a quelli ritenuti dall'OMS indice di una sorveglianza efficiente, vale a dire 1 caso ogni 100.000 soggetti di età inferiore a 15 anni. Ciò è dovuto in primo luogo alla riluttanza, da parte dei medici, di segnalare tali casi ricorrendo ad una diagnosi generica, quando il quadro clinico ed il complesso degli esami clinici e strumentali che possono essere eseguiti nei nostri ospedali indirizzano immediatamente verso diagnosi più precise. Sono stati fatti sforzi, di cui la Commissione Europea di certificazione e l'Ufficio Regionale Europeo sono stati resi edotti, per convincere i medici italiani, a partecipare alla sorveglianza della PFA in modo più collaborativo, anche con il supporto delle Società scientifiche maggiormente coinvolte (Igiene e Sanità Pubblica, Neurologia, Malattie Infettive, Pediatria).
In effetti, soltanto con la conduzione in modo attivo della sorveglianza della PFA, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e 20 centri di riferimento regionali, è stato possibile raccogliere, in modo capillare e non selettivo, dati sulla incidenza di forme paralitiche ad esordio acuto in soggetti di età inferiore a 15 anni, con un notevole miglioramento nel 1998 degli standard di sorveglianza rispetto agli anni precedenti. Nel 1998 sono stati segnalati 60 casi di paralisi flaccida in ragazzi di età inferiore a 15 anni, rispetto ai 55 casi segnalati nel 1997 ed agli 8 casi segnalati nel 1996, per un tasso di PFA pari a 0,72 casi per 100.000 soggetti di età inferiore a 15 anni. Nel complesso è migliorata anche la qualità della sorveglianza per quanto riguarda la raccolta dei campioni di feci ed il loro conferimento, in tempi brevi, a laboratori in grado di effettuare le indagini virologiche necessarie ad accertare l'eziologia della sindrome paralitica; proprio la tempestività della raccolta e delle relative indagini ha permesso di isolare, dalle feci di bambini che avevano ricevuto di recente la prima dose di OPV, i ceppi vaccinali retromutati responsabili della sintomatologia paralitica.
Rimane ancora insufficiente il flusso di dati relativo ai controlli a distanza di 60 giorni (follow-up) dei soggetti colpiti da manifestazioni paralitiche. Anche se in molti casi la diagnosi clinica posta all'esordio della sintomatologia è sufficientemente chiara, ai fini della classificazione finale del caso richiesta dall'OMS è necessario poter disporre anche delle informazioni circa la persistenza di paralisi residue ovvero la completa restitutio ad integrum del soggetto. Ciò è tanto più importante nell'ipotesi di sospetta polio associata a vaccino in quanto nei soggetti vaccinati di recente, o in loro contatti, è frequente il riscontro di ceppi di poliovirus vaccinali in campioni di feci, ma il dato virologico va analizzato nel contesto clinico della presenza/persistenza di paralisi. Al mese di aprile 1999 il follow-up era disponibile per 49 casi su 60, pari a circa l'80%. Tra i casi per cui era disponibile, il 67% è stato classificato come Sindrome di Guillain-Barré - poliradicoloneurite, il 14% come encefalomielite o encefalite, l'8,1 % come mielite trasversa; in due casi la diagnosi finale è stata di polio paralitica associata a vaccino antipolio orale; in 3 casi la sindrome paralitica era legata ad altre condizioni neurologiche. In definitiva, la Commissione Regionale di certificazione e l'Ufficio Regionale Europeo si aspettano che continui il sostegno alle attività di eradicazione della polio, sia per quanto riguarda le attività di vaccinazione di routine e gli interventi di profilassi vaccinale in soggetti appartenenti a gruppi a maggior rischio (quali nomadi, immigrati, rifugiati) sia per quanto riguarda le attività di sorveglianza epidemiologica e ambientale, in modo che sia possibile essere sicuri che dal territorio italiano è stata eliminata la malattia clinica e la circolazione di poliovirus selvaggi. L'attività di monitoraggio, oltre alle attività di profilassi immunitaria, non potranno considerarsi esaurite neanche dopo la certificazione dell'eradicazione della polio dalla Regione Europea, ma dovranno continuare fino a che non saranno accumulate prove tali dell'assenza di circolazione di poliovirus selvaggi da consentire l'interruzione prima, e l'abolizione poi della vaccinazione antipoliomielitica di routine, al pari di quanto già avvenuto per il vaiolo.
CENTRI REGIONALI DI RIFERIMENTO PER LA SORVEGLIANZA ATTIVA DELLA PARALISI FLACCIDA ACUTA
Situazione al 31/12/1997
Centri di riferimento con laboratorio per indagini virologiche
EMILIA-ROMAGNA - Repubblica di San Marino
ISTITUTO DI IGIENE - CENTRO DI VIROLOGIA- Università degli Studi - Via A. Gramsci, 14 - 43100 - Parma - Direttore : Prof. Ennio BELLELLI Tel. 0521-290373 Fax. 0521-291344 - e-mail: igiene@ipruniv.cce.unipr.it
LAZIO - Città del Vaticano Istituto di Igiene "G.Sanarelli" - Università "La Sapienza " - P.le Aldo Moro - 00100 - Roma - Direttore: Prof. Gaetano FARA; Responsabile per AFP: Dr.ssa Anna Maria PATTI Tel. 06-49914510/49914669 - Fax. 06-4454845 e-mail: fara@axrma.uniroma1.it e-mail: anna.patti@uniroma1.it
LIGURIA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi - Direttore: Prof. Pietro crovari Responsabile per AFP: Dr. Giacomo BALESTRA Via A. Pastore - 16132 - Genova - Tel. 010-3538133 / 3538505 / 3538520 Fax. 010-505618/ 353 8407 e-mail: crovari@igecuniv.cisi.unige.it
LOMBARDIA - ISTITUTO DI VIROLOGIA Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano Responsabile per AFP : Prof.ssa Maria BARBI Via C. Pascal, 38 - 20133 - Milano Tel. 02.2663946 Fax 02.26680713 e-mail: Maria.Barbi@unimi.it
PUGLIA - ISTITUTO DI IGIENE Università degli Studi- Policlinico Piazza G.Cesare, 4 - 70124 - Bari - Direttore: Prof. Salvatore BARBUTI; Responsabile per AFP: Dr.ssa Agata CALVARIO (Istituto di Igiene - Virologia) Tel. 080-5473329 080-5478473 080.5478405 Fax 080-5478472 e-mail: igiene@cimedoc.uniba.it
SICILIA - DIPARTIMENTO DI IGIENE E MICROBIOLOGIA Via del Vespro, 133 - 90127 - Palermo - Direttore: Prof. Alfredo CHIARINI Tel. 091-6553661 - (Cell. 0360-791464) Fax. 091-6553676 e-mail: diptigmi@mbox.unipa.it
Centri di riferimento senza laboratorio per indagini virologiche
ABRUZZO - Dipartimento Materno Infantile e Medicina di Comunità USL LANCIANO VASTO Responsabile per AFP: Dr.ssa Antonietta SALVI - Via L. Spaventa, 37 - Lanciano -Tel. 0872-706407 Tel. 0873-3081 Fax 0873-363631
BASILICATA - U.O. Malattie Infettive AZIENDA OSPEDALIERA - OSPEDALE S. CARLO - POTENZA Primario: Dr. Carlo DE STEFANO Tel. 0971-614274 Fax 0971-410584
CALABRIA - DIPARTIMENTO DI MEDICINA SPERIMENTALE E CLINICA ISTITUTO DI IGIENE Università di Reggio Calabria Direttore: Prof. Italo ANGELILLO Via Tommaso Campanella - 88100 - Catanzaro - Tel. 0961-775062 Fax 0961-712234 e-mail: angelillo@uniCZ.thebrain.net
CAMPANIA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi di Napoli Federico II Responsabile per AFP: Prof. ssa Maria TRIASSI Via Sergio Pansini, 5 -80131 - Napoli Tel. 081-746334652 Fax 081-7463352
FRIULI VENEZIA GIULIA - ISTITUTO DI IGIENE Università di Udine Direttore: Prof. Vinicio Gasparini via Cologna 42 /c/o Presidio Multizonale di Prevenzione ASS Udinese) Tel. 0432 547241 Fax. 0432 478349 e-mail: s.brusaferro@med.uniud.it
MARCHE - ISTITUTO DI IGIENE Università di Ancona Ospedale Torrette Responsabile per AFP: Dr. Marcello D'ENRICO Tel. 071-5964826 Fax. 071-2206032 e-mail: derrico@popcsi.unian.it
MOLISE - Dipartimento Scienze Animali Vegetali e dell'Ambiente Università degli Studi del Molise Direttore: Prof. Guido Maria GRASSO Via De Sanctis, Località Bezziere 86100 - Campobasso -Tel. 084-404523 Fax 084-98043
PIEMONTE/VAL D'AOSTA - Dipartimento di Igiene e Medicina di Comunità Università degli Studi di Torino Direttore: Prof.ssa Angela MOIRAGHI RUGGENINI Via Santena, 5 bis - 10216 - Torino - Tel. 011-6706559 Studio 011-6706564 Lab.Fax 011-6706551- e-mail: zotti@molinette.unito.it
PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO - USL CENTRO SUD BOLZANO Responsabile per AFP: Dr. Josef SIMEONI Dirigente Sanitario Incaricato Via A. Alagi, 33 - 39100- Bolzano - Tel. 0471-909211 Fax 0471-909235
PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO - Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento Responsabile per AFP: Dr. Enrico NAVA Via Gilli, 2 - 38100 - Trento- Tel. 0461- 364632 Fax. 0461- 364697
SARDEGNA - ISTITUTO DI IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Università degli Studi di Sassari Direttore: Prof. Alessandro MAIDA Via Padre Manzella, 4- 07100 - Sassari - Tel. 079-228465 - 228291/2 Fax 0729-228472 e-mail: igiene@ssmain.uniss.it
TOSCANA - DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA, EPIDEMIOLOGIA E CHIMICA ANALITICA AMBIENTALE - SEZIONE DI IGIENE Direttore: Prof. Nicola COMODO; responsabile per AFP: Dr.ssa AZZI - ISTITUTO DI MICROBIOLOGIA Viale G.B. Morgagni, 48 - 50134 - Firenze Tel. 055-4361482 Fax 055-4222541 e-mail: comodo@dsp.igiene.unifi.it
UMBRIA - DIPARTIMENTO DI IGIENE Università degli Studi di Perugia Direttore: Prof. ssa Anna IORIO - Via del Giochetto - 06100 - Perugia - Tel. 075. 5853313 Fax. 075.5853317 e-mail: dipgmed@unipg.it
VENETO - ISTITUTO DI IGIENE Facolta di Medicina e Chirurgia Università di Verona - Verona - Direttore: Prof. Gabriele ROMANO Tel. 045.505788 Fax. 045.505357 e-mail: romano@biometria.univr.it
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